Materia luce forma – Nel pensiero della differenza

23 Aprile – 9 Luglio 2017 

Palazzo Tagliaferro

Il Contemporary Culture Center di Palazzo Tagliaferro inaugura un luminescente mosaico di mostre internazionali articolato in sezioni, domenica 23 aprile, alle ore 18:30.

La prima sezione, denominata Materia, Luce, Forma nel pensiero della differenza con le opere degli artisti F. Marangoni, A. Mondino e C. Pasini; la seconda, denominata Romantino Postatomico, con le artiste Tedman&Strand nel Vis-à-Vis con la Natura Postmoderna di Giuseppe Scaiola.

La rassegna, curata da Viana Conti e Christine Enrile, assume una valenza storica con le opere degli anni Settanta dell’artista Federica Marangoni, veneziana attiva a New York, Milano e Londra, pietra miliare della storia del video, del vetro e del neon, e di Aldo Mondino, carismatico artista torinese attivo a Parigi, Milano, New York, Chicago (del 2000 il suo primo viaggio in India), dotato di una precocità inventiva, di una potenzialità concettuale e materica eccezionali. Sfidando dall’Europa Andy Warhol, Aldo Mondino sembra essersi rapportato direttamente all’iconografia pop privata, però, della serialità fredda e anonima dei mezzi di produzione di massa, grazie al proprio caldo, soggettivo intervento manuale .

Di segno contemporaneo sono le opere dell’artista Carlo Pasini (presente in più edizioni della Biennale Cina-Italia, in Art Basel a Miami nel 2010 e in India Art Summit in New Delhi nel 2011), del Duo Tedman&Strand (inglese la prima artista e californiana la seconda, provenienti da esperienze diverse; Kate Tedman nata in Inghilterra nel 1979 è attiva nel campo della pittura, della scultura e del restauro di edifici, Samantha Strand, nata nel 1986 negli U.S.A. è attiva nel campo dell’interiora & graphic design, delle pratiche sociali).

Giuseppe Scaiola, nato in Liguria, è attivo particolarmente a Torino negli anni in cui si afferma il movimento dell’Arte Povera. Esordisce espositivamente con la partecipazione alla Quadriennale romana del 1975, cui fa seguito una personale al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, a cura di Franco Farina, nel 1976 e, l’anno successivo, alla Galleria Civica di Modena. Si interessano al suo lavoro critici come Sanesi, Vincitori, Caroli, Barrili, Meneguzzo e, tramite l’artista Agenore Fabbri, il collezionista tedesco Volker W. Feierabend, dalla cui frequentazione scaturisce l’attenzione per la sua opera da parte del mondo dei collezionisti e museale tedesco, che si è concretizzata in un intenso programma espositivo.

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